Affrontare la solitudine in isolamento
Quarantena, un luogo isolato o affrontare una crisi da soli a casa possono portare a una forte solitudine. Contatti programmati, piccoli rituali, fare qualcosa per gli altri e routine aiutano a restare in contatto, anche con poca tecnologia.
- Brevi contatti quotidiani

Spiegato in modo semplice
Ti senti solo quando hai meno contatti con altre persone di quanti ne hai bisogno. In una crisi può succedere in fretta: chi è in quarantena, vive da solo o è bloccato in un luogo isolato può non vedere quasi nessuno per giorni.
Le persone sono un po' come le piante, che hanno bisogno di acqua con regolarità. Un grosso secchio una volta al mese aiuta meno di un piccolo sorso ogni giorno. Allo stesso modo, contatti brevi e regolari – una telefonata, un messaggio che dice «Sto bene», un saluto dal balcone – spesso aiutano più di una rara conversazione lunga.
Scrivi i numeri di telefono importanti anche su carta, nel caso il telefono non funzioni. Se la solitudine diventa molto pesante o ti senti senza speranza, parlane con qualcuno: persone di cui ti fidi, un servizio di consulenza o una linea di aiuto per le crisi. Se hai pensieri di farti del male: chiama subito il numero di emergenza locale (112 nell'UE) o una linea di aiuto per le crisi.
Come funziona
La solitudine è un segnale, simile alla fame o alla sete: mostra che un bisogno non è soddisfatto, il bisogno di legame con gli altri. Stare da soli e sentirsi soli non sono la stessa cosa. Ad alcune persone piace stare da sole e non si sentono sole; altre si sentono abbandonate in mezzo alla folla.
Il legame sociale è un importante fattore di protezione dopo eventi che hanno messo a dura prova. In una crisi, però, spesso vengono meno proprio le cose che di solito uniscono le persone: lavoro, scuola, associazioni, visite. Allo stesso tempo ci sono più preoccupazioni e meno distrazioni. I pensieri ossessivi aumentano e la giornata perde la sua forma.
Se la solitudine dura a lungo, può abbassare l'umore e rendere più difficili il sonno e la gestione delle situazioni. Per questo vale la pena non lasciare i contatti al caso, ma pianificarli di proposito, soprattutto quando non ne hai voglia.
Ciò che conta davvero
La regolarità vale più della durata. Concorda contatti fissi e brevi: una telefonata al giorno, un messaggio a un'ora stabilita o un «Sto bene» a una persona di fiducia. Questo dà sicurezza a entrambe le parti – e se un giorno il messaggio manca, ce ne si accorge.
Fare qualcosa per gli altri aiuta anche te. Telefona a un vicino, coordina la spesa per più nuclei familiari o ascolta qualcuno che sta peggio di te. Sentirsi utili fa sentire meno soli. Molte persone si ritirano «per non pesare su nessuno» – eppure la maggior parte delle persone è contenta di essere interpellata.
I piccoli rituali danno una struttura alla giornata: colazione sempre alla stessa ora, una passeggiata serale (se consentita e sicura), un diario, un orario fisso per un hobby. Un'occupazione attiva di solito aiuta più di ore di televisione passiva o di scorrimento sullo schermo.
Senza rete e con poca tecnologia
Se corrente, telefono o internet non funzionano, servono metodi semplici. Un elenco di contatti su carta è la base. Con i vicini puoi scambiare biglietti o lettere, oppure concordare un segnale alla finestra – per esempio un cartoncino esposto ogni mattina che significa «va tutto bene».
Una radio a batterie porta in casa non solo notizie, ma anche voci e musica. Ascoltare la radio insieme ai vicini, parlare attraverso il balcone o una porta chiusa è possibile anche quando incontrarsi di persona non è consentito o non è sicuro. Rispetta le norme sanitarie in vigore, per esempio durante una quarantena.
Situazioni tipiche
In quarantena o durante una malattia aiuta una struttura giornaliera fissa con orari di contatto, anche quando ti senti debole. Chi vive da solo o appartiene a un gruppo a rischio trae particolare beneficio da catene di contatto concordate prima di una crisi: chi si fa sentire con chi, e cosa succede se qualcuno non si fa sentire?
Nei luoghi isolati – bloccati dalla neve in un rifugio, per esempio, o in un paese senza collegamenti – ha senso concordare orari fissi di contatto con qualcuno all'esterno finché c'è ancora connessione. Così qualcuno sa quando preoccuparsi e chiamare aiuto.
Sicurezza: quando chiedere aiuto
Questi consigli non sono una cura per la depressione. Se per un periodo prolungato non provi quasi più gioia, non vuoi più alzarti, mangi a malapena, ti senti costantemente senza speranza o la vita quotidiana ti paralizza, un aiuto professionale ha senso. Puoi rivolgerti al medico di famiglia, ai servizi di consulenza, agli specialisti della salute mentale e ai servizi locali di crisi e di ascolto – molti sono raggiungibili anche per telefono o online.
In caso di pensieri suicidi o di autolesionismo, di pericolo per altre persone o se qualcuno perde completamente il controllo, chiama subito il numero di emergenza locale (112 nell'UE) o un servizio di ascolto per le crisi della tua zona e non lasciare la persona da sola. Questo vale anche quando sei preoccupato per qualcun altro.
Passo dopo passo
Annotare i contatti
Scrivi su carta le persone e i numeri importanti, nel caso telefono o rete non funzionino.
- 1
Annotare i contatti
Scrivi su carta le persone e i numeri importanti, nel caso telefono o rete non funzionino.
- 2
Orari di contatto fissi
Concorda brevi chiamate o messaggi quotidiani, ad esempio un “Sto bene” a un'ora fissa.
- 3
Esserci per gli altri
Chiama i vicini, coordina la spesa, ascolta qualcuno. Fare qualcosa per gli altri aiuta anche te.
- 4
Rituali
Mantieni piccoli rituali: colazione sempre alla stessa ora, una passeggiata serale (se consentita e sicura), un diario.
- 5
Parlare dei sentimenti
Chiama la solitudine con il suo nome. Se diventa insostenibile, rivolgiti a servizi di consulenza o a una linea di crisi locale.
Errori comuni
- Ritirarsi “per non pesare su nessuno”
- Abbandonare la struttura della giornata
- Consumare i media solo passivamente
Panoramica rapida
Materiale
Telefono cellulare
La batteria si scarica in fretta con il freddo e con l'uso continuo di schermo e GPS.
Non contarci come unico mezzo di orientamento o di chiamata di emergenza.
Radio a batteria o a manovella
Controlla regolarmente le batterie e tieni a portata di mano quelle di scorta.
Adatto a
- Quarantena e malattia
- Persone che vivono da sole durante le crisi
- Luoghi isolati
Non adatto a
- Disperazione persistente: in quel caso serve aiuto professionale
Prerequisiti
- Un elenco di contatti importanti, anche su carta
Sicurezza
- Questi consigli non sostituiscono l'aiuto psicologico o medico. Se il disagio dura settimane o paralizza la vita quotidiana, coinvolgi il medico di famiglia, un servizio di consulenza o un professionista della salute mentale.
Come funziona
Il legame sociale è un fattore protettivo dopo eventi angoscianti. Un contatto regolare e affidabile spesso ha un effetto più forte di rare conversazioni lunghe.
Vantaggi
- Poco impegno
- Rafforza anche il vicinato
Svantaggi
- Non sostituisce la vicinanza fisica
Approfondimento
Contesto tecnico
Hobfoll e colleghi (2007) descrivono il senso di appartenenza come uno dei cinque elementi centrali del sostegno dopo le catastrofi. Anche l'opuscolo dell'OMS "Doing What Matters in Times of Stress" raccomanda di restare in contatto con gli altri e con i propri valori.
Chi appartiene a un gruppo a rischio o vive da solo trae particolare beneficio da catene di contatti concordate in anticipo.
Varianti
- Senza rete
- Lettere o biglietti con i vicini, segnali concordati alla finestra, ascoltare la radio insieme.
Errori comuni
- Ritirarsi “per non pesare su nessuno”
- Abbandonare la struttura della giornata
- Consumare i media solo passivamente
Limiti e rischi
- Non è una cura per la depressione
Alternative di materiali
Ricavate dalle proprietà dei materiali: un sostituto deve avere tutte le proprietà rilevanti. Tieni conto delle note sul sostituto.
- Telefono cellulare
- Torcia frontale / torcia a mano, Lanterna a batteria / luce LED
I risultati provengono esclusivamente da voci strutturate. Non vengono generate istruzioni improvvisate.
Fonti (2)
- Hobfoll, S. E. et al. – Psychiatry: Interpersonal and Biological Processes (2007): Five essential elements of immediate and mid-term mass trauma intervention: empirical evidence · Il senso di appartenenza come elemento centrale dopo le catastrofi
- World Health Organization (2020): Doing What Matters in Times of Stress: An Illustrated Guide · Il legame con gli altri e con i propri valori























