Come nasce l'ipotermia
Il corpo mantiene la temperatura interna entro un intervallo ristretto. Se perde più calore di quanto ne produce, riduce prima l'afflusso di sangue a pelle e arti e inizia a tremare. Quando la temperatura interna scende sotto i 35 °C si parla di ipotermia: pensiero, coordinazione e infine coscienza peggiorano. Riconoscila presto, proteggi dall'ulteriore perdita di calore e chiedi aiuto.
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Spiegato in modo semplice
Il tuo corpo è come una casa con un riscaldamento tutto suo. Il riscaldamento sono i tuoi muscoli e i tuoi organi: producono calore di continuo. All'interno, nel «nucleo» – pancia, torace e testa – deve restare sempre più o meno la stessa temperatura, circa 37 °C. Quando freddo, vento e umidità all'esterno tolgono più calore di quanto il riscaldamento ne possa produrre, la casa si raffredda lentamente. Questo si chiama ipotermia.
All'inizio il corpo reagisce. Manda meno sangue caldo a mani e piedi per mantenere caldo il nucleo – ecco perché le dita si raffreddano per prime. E cominci a tremare: i brividi sono lavoro dei muscoli che produce calore. Se fa ancora più freddo, il cervello funziona peggio. Le persone inciampano, farfugliano, hanno movimenti goffi e diventano scontrose. Il difficile è questo: chi è in ipotermia spesso non se ne accorge da solo.
Il punto più importante: se al freddo qualcuno diventa confuso o molto assonnato, oppure smette all'improvviso di tremare pur avendo ancora freddo, chiama subito il numero di emergenza locale (112 nell'UE). Porta la persona al riparo dal vento e dall'umidità, proteggila da altro freddo e trattala con delicatezza.
Come funziona
Il calore viene prodotto dal metabolismo, soprattutto nei muscoli e negli organi interni. Un centro di controllo nel cervello confronta continuamente la temperatura con il suo valore di riferimento, proprio come un termostato. Quando fa troppo freddo, attiva due meccanismi di difesa. Primo: i vasi sanguigni della pelle si restringono, soprattutto in mani, piedi e orecchie. In questo modo arriva meno sangue caldo sulla superficie fredda e il nucleo del corpo perde meno calore – a spese di dita delle mani e dei piedi.
Secondo: iniziano i brividi. I muscoli si contraggono rapidamente e in modo involontario. Questo produce molto calore, ma costa anche molta energia. Chi è esausto, non mangia da molto tempo o è molto magro non riesce a mantenere a lungo questo riscaldamento.
Se le contromisure non bastano, la temperatura centrale scende. Sotto i 35 °C la medicina parla di ipotermia. Il cervello è particolarmente sensibile: pensiero, capacità di giudizio e coordinazione peggiorano, e più tardi anche la coscienza. Nell'ipotermia grave i brividi possono cessare perché il corpo non trova più l'energia per produrli – è un segnale di allarme, non un segno di miglioramento.
Riconoscere i primi segni
I primi segni sono sensazione di freddo, brividi, mani fredde e calo della motricità fine: cerniere e nodi diventano improvvisamente difficili. Una nota regola mnemonica sono gli «umbles»: inciampare, borbottare, armeggiare, brontolare (stumbles, mumbles, fumbles, grumbles). In un gruppo, chi lo nota in qualcuno deve agire, anche se la persona dice che va tutto bene.
Poiché il cervello è colpito, le persone in ipotermia spesso giudicano male la propria situazione. Vogliono proseguire, rifiutano una giacca in più o reagiscono in modo irritato. Per questo è importante guardarsi a vicenda invece di affidarsi all'autovalutazione. La soglia dei 35 °C si può misurare a stento sul campo senza un termometro speciale: in pratica contano i segni.
Quando succede: anche senza gelo
L'ipotermia non è un problema solo tra ghiaccio e neve. Molti casi avvengono a temperature sopra lo zero, quando si sommano umidità, vento e stanchezza: una piovosa giornata autunnale in collina, un'escursione che dura più del previsto o un guasto all'auto. Gli abiti bagnati perdono gran parte del loro isolamento e anche il vento porta via calore.
L'acqua fredda è particolarmente insidiosa, perché l'acqua conduce il calore molto meglio dell'aria. Chi cade in acqua si raffredda molto più in fretta che in aria alla stessa temperatura. All'inizio il pericolo maggiore spesso non è l'ipotermia ma lo shock da freddo, con respiro affannoso e violento, e poi il calo di forza nelle braccia e nelle gambe.
Può succedere anche in casa, per esempio quando il riscaldamento si ferma durante un blackout invernale. Anziani, bambini piccoli, malati e persone esauste sono particolarmente a rischio. I bambini hanno molta superficie corporea rispetto al loro peso e quindi si raffreddano più in fretta. L'alcol aumenta il rischio: dilata i vasi sanguigni della pelle, per cui si perde più calore, e offusca il giudizio.
Sicurezza: a cosa devi fare attenzione
Questa voce spiega come nasce l'ipotermia e non è una guida al trattamento. In caso di confusione, marcata sonnolenza, coscienza ridotta, o se i brividi cessano mentre la persona ha ancora freddo, chiama il numero di emergenza locale (112 nell'UE). Fino all'arrivo dei soccorsi: portala al riparo da vento e umidità, isolala dal suolo, copri la testa, trattala con delicatezza e non muoverla inutilmente.
Non dare da bere né da mangiare a persone con coscienza ridotta, perché potrebbero soffocare. Se invece qualcuno è sveglio e riesce a deglutire in sicurezza, bevande e cibi caldi e dolci aiutano il corpo a produrre calore da solo. Ulteriori passi di primo soccorso sono nella voce di primo soccorso sull'ipotermia.
Prevenire è più facile
La maggior parte dei casi si può prevenire interrompendo per tempo le vie di perdita di calore. Restare asciutti è la parte più importante: indossa per tempo la protezione dalla pioggia e togli uno strato in salita prima di sudare fradicio. Uno strato di ricambio asciutto, imballato in modo impermeabile nello zaino, è una piccola assicurazione.
Mangiare e bere regolarmente mantiene acceso il riscaldamento interno. Pause al riparo dal vento e un materassino contro il terreno freddo riducono la perdita di calore. E chi si accorge che un'uscita sta durando più del previsto o che il tempo sta cambiando fa meglio a tornare indietro presto, piuttosto che farsi sorprendere dal buio e dal bagnato.
Passo dopo passo
Segni precoci
Brividi, mani fredde, sensazione di freddo, minore precisione nei movimenti fini. Una regola mnemonica nota in inglese: stumbles, mumbles, fumbles, grumbles (inciampa, borbotta, armeggia, brontola).
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Segni precoci
Brividi, mani fredde, sensazione di freddo, minore precisione nei movimenti fini. Una regola mnemonica nota in inglese: stumbles, mumbles, fumbles, grumbles (inciampa, borbotta, armeggia, brontola).
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Ferma la perdita di calore
Portala al riparo da vento e umidità, cambia i vestiti bagnati con vestiti asciutti, isola – anche dal terreno – e copri la testa.
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Fornisci energia
Se la persona è sveglia e può deglutire senza rischi, bevande calde zuccherate e cibo aiutano a produrre calore.
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Chiedere aiuto
In presenza di segnali d'allarme o se le condizioni non migliorano, chiama aiuto e proteggi dal freddo fino all'arrivo dei soccorsi.
Errori comuni
- Fidarsi della valutazione che la persona ipotermica fa di sé
- Proseguire con i vestiti bagnati
- Aspettarsi l'ipotermia solo con il gelo
- Dare da bere a persone con coscienza alterata
Panoramica rapida
Adatto a
- Capire i segnali d'allarme
- Prevenzione in escursione, negli sport acquatici e nei black-out invernali
Non adatto a
- Cure mediche
Prerequisiti
- Concetti di base della trasmissione del calore
Sicurezza
- L'ipotermia può comparire anche sopra lo zero – per umidità, vento, sfinimento o acqua fredda.
Come funziona
Il calore è prodotto dal metabolismo, soprattutto in muscoli e organi. Al freddo i vasi della pelle si restringono, così arriva in superficie meno sangue caldo – per questo mani e piedi si raffreddano per primi. I brividi producono calore in più, ma costano energia. Quando le riserve finiscono o la perdita di calore è troppa, la temperatura interna scende. Il cervello è sensibile: chi ne è colpito diventa goffo, confuso e spesso valuta male la propria situazione.
Vantaggi
- Riconoscerla presto evita il peggio
Svantaggi
- Chi ne è colpito spesso non se ne accorge
Approfondimento
Contesto tecnico
La Wilderness Medical Society ha pubblicato linee guida sulla prevenzione e il trattamento dell'ipotermia accidentale; descrivono gli stadi, la protezione dall'ulteriore perdita di calore e la movimentazione con cautela. I manuali di fisiologia spiegano termoregolazione, vasocostrizione e brividi.
La soglia di 35 °C di temperatura interna è la definizione medica abituale; sul campo è difficile misurarla senza un termometro speciale, per cui contano i segni.
Errori comuni
- Fidarsi della valutazione che la persona ipotermica fa di sé
- Proseguire con i vestiti bagnati
- Aspettarsi l'ipotermia solo con il gelo
- Dare da bere a persone con coscienza alterata
Limiti e rischi
- Nessun trattamento dell'ipotermia grave
- Nessuna istruzione di rianimazione
Fonti (3)
- Wilderness & Environmental Medicine (Wilderness Medical Society) (2019): Wilderness Medical Society Clinical Practice Guidelines for the Out-of-Hospital Evaluation and Treatment of Accidental Hypothermia: 2019 Update · Definizione, stadi, protezione dalla perdita di calore e richiesta di aiuto
- John E. Hall – Elsevier: Guyton and Hall Textbook of Medical Physiology · Termoregolazione, vasocostrizione e brividi
- European Commission: 112 – the European emergency number · Numero di emergenza europeo 112























